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Piangere fa Bene
dalla Rubrica "Genitori si diventa" di Dott.ssa Lisa Ardenghi Bimbotta Pannolini

Ad aprire la rubrica “genitori si diventa” un estratto del capitolo secondo di: Il Bambino Consapevole, scritto da una mamma: la psicologa Aletha Jauch Solter.

(Aletha Jauch Solter ha studiato con il famoso Jean Piaget in Svizzera e si è specializzata presso l’università della California. Dal 1978 lavora con gruppi di genitori, educatori e bambini con l’obiettivo di sperimentare forme di relazione in cui sia consentito a tutti i bambini di sviluppare pienamente le loro potenzailità.)

Questo libro ci mette molto in discussione come genitori, pone al centro della relazione adulto-bambino l’idea che i bambini sono, fin dalla loro nascita, persone consapevoli di tutti i loro bisogni. Per cui a noi “solo” il compito di comprendere i messaggi che ci inviano.
La capacità di noi genitori di metterci in gioco sta nell’essere disponibili a guardare dentro noi stessi e a prendere coscienza dei nostri sentimenti, dei nostri vissuti del nostro modo di essere genitori, per essere in grado di svolgere il nostro compito di educatori al meglio, più consapevoli della nostra relazione affettiva con i nostri bimbi e più attenti ai loro bisogni.
In alcuni punti leggerete delle frasi un pò forti, alcune vi sfioreranno nel profondo stimolandovi ad indagare in voi stessi....a cercare di capire perchè.
Al termine di ogni capitolo, per fare veramente sul serio, una serie di domande e di esercizi per aiutare in questo difficile processo di consapevolizzazione e di rielaborazione dei sentimenti.


da : Il bambino consapevole – un nuovo modo di essere genitori
di Aletha Jauch Solter

1- Esordi - fare in modo che il bambino si senta amato
2- Pianto - fare in modo che il bambino liberi le tensioni
3- Sonno - fare in modo che il bambino riposi
4- Cibo - fare in modo che il bambino si nutra da solo
5- Gioco - fare in modo che il bambino impari
6- Conflitti - fare in modo che il bambino si senta rispettato
7- Attaccamento- fare in modo che il bambino si senta sicuro


“La secrezione di lacrime fa alleviare la sofferenza. E quanto più sarà violento o isterico il pianto, tanto più il sollievo sarà grande....... “ (Charles Darwin 1872)

E’ altamente improbabile che l’evoluzione abbia speso milioni di anni a perfezionare un processo inutile e senza scopo.

Quando manomettiamo o interferiamo con questo processo naturale, mettiamo in pericolo la salute e il benessere dei nostri bambini
Prima che i bimbi imparino a comunicare utilizzando i gesti e il linguaggio l’unico modo per comunicare i loro bisogni è il pianto.
Molte persone credono che non si debbano incoraggiare i bambini a piangere, perchè altrimenti piangeranno sempre di più. (si crede che ci sia il pericolo di viziarli)
Il numero di cose che genitori, parenti e amici inventano e le energie spese nel cercare di far smettere di piangere i bambini è sbalorditivo!
Purtroppo questi metodi sono efficaci e questo rinforza il comportamento dei genitori che usano di nuovo lo stesso metodo quando ricomincia il pianto.
Ma questi metodi non fanno altro che distogliere i bambini dal bisogno importantissimo che hanno di liberare la paura, l’angoscia e la rabbia che stanno provando.
Solo sfogandosi il bambino può superare queste emozioni dolorose con tutti gli effetti negativi che comportanto.
I bambini le cui richieste vengono sistematicamente ignorate smettono sì di piangere, ma diventano estremamente passivi, ritardati in quasi tutti gli ambiti dello sviluppo e non riescono a stabilire legami sociali. (tipico dei bambini istituzionalizzati)
I bambini che rappresentano lo stereotipo del bambino viziato sono quelli le cui madri hanno ignorato il loro pianto ho hanno impiegato troppo tempo a risopondere loro.
I vizi non esistono! Un bambino non chiede mai di più di quello di cui ha bisogno.
Se si ingnora il pianto di un bambino, lui potrebbe dedurne che non ha alcun potere di determinare ciò che gli accade e potrebbe crescere sentendosi impotente e indifeso.
Potrebbe cominciare a dubitare di se stesso e sentirsi privo di valore, non amabile, non importante.
Piangendo il bambino comunica i propri bisogni e interpreta le risposte che gli vengono fornite, da un valore a sestesso e al mondo che lo circonda.
Dall’altro lato i bambini soffocati dalle cure dei logo genitori, che tendono ad invece ad anticipare i loro bisogni (con lo scopo di risparmiargli le frustrazioni), diventereanno passivi e si sentiranno alla lunga impotenti quanto i bambini che vengono ignorati.

Allora cosa fare quando il bambino piange?



Dott.ssa Lisa Ardenghi

Bimbotta Pannolini & Co.


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