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Lavorazione Pietra Ollare
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La lavorazione della Pietra ollare è tra le attività artigianali più antiche delle alpi, le pentole fatte con questa pietra risalgono a 3000 anni fa, ma l’oggetto più antico rinvenuto durante uno scavo archeologico è stato datato al periodo neoltico e raffigura un idolo.
Possiamo considerare la pietra ollare come pietra magica perché resiste al fuoco, conserva la temperatura per molto tempo, si può trasformare in pentola, cuoce in modo impareggiabile, non si usano condimenti, durante la cottura si mette poco sale, è antiaderente di natura, esalta il sapore dei cibi, conserva gli alimenti per mesi e anche per anni, lo strutto si mantiene per 50 anni in recipienti di pietra ollare posti in cantina, si può trasformare in calici, esalta il sapore del vino, e se il Graal fosse stato in pietra ollare…
Le prime notizie scritte sono di Plinio il vecchio di Como, poi ne parlano in tanti, comincia a viaggiare per tutto l’impero romano. La sua storia e la sua patria per millenni è la Valchiavenna, dove a Piuro migliaia di artigiani la estraevano dal monte Conto fino a che, un giorno la montagna indebolita da migliaia d’anni d’estrazione nel 1618 precipita a valle seppellendo il fiorente borgo con i suoi innumerevoli palazzi e i suoi duemila abitanti.

Questa pietra magica fa anche miracoli e uno di questi viene scritto da San Pier Damiani che nel 11° secolo ascolta una storia da un vecchio frate che a sua volta la sentì da un vecchio cavatore della pietra ollare e la storia comincia così:
al termine di una giornata di lavoro nelle miniere di pietra ollare sulle montagne di Piuro, un gruppo di cavatori verso sera scende a valle, ma uno di loro rammentando di non aver nascosto il piccone torna su i suoi passi, entra nella “Trona” (cava in galleria) nasconde il suo attrezzo, fa per uscire ma il monte crolla e blocca l’entrata. La frana è così grande che il poveretto rimane sepolto vivo, i suoi amici cominciano giorno per giorno a scalpellare un passaggio sotto alla frana, il tempo passa e dopo un anno riescono a liberare l’imbocco della cava per poter dare degna sepoltura al malcapitato.

Dopo un anno dal franamento il cavatore non è morto ma parla e dice che una colomba bianca gli portava del soavissimo cibo (pane bianco, il pane dei re) solo un giorno non arrivò e coincideva con l’unica volta che la moglie non andò a far dir messa per lui per colpa del brutto tempo che imperversava in fondo valle.

La lavorazione di questa pietra continua fino al 1866 quando per le leggi del mercato viene abbandonata completamente e diventa storia.

Offerto da Pietra Ollare Lucchinetti Roberto

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