Arrivati a Novate Mezzola, girare a destra in via Ligoncio, subito dopo la stazione ferroviaria, e arrivare alla fine della strada, dove, all'imbocco del sentiero, si trova un parcheggio.
Di qui, si prosegue a piedi (segnali bianchi e rossi; tempo della camminata: ore 4; dislivello: 1.050 metri). La prima parte del percorso è su un'antica mulattiera lastricata di granito, l'unica via di accesso alla Val Codera. Dopo un paio d'ore di ripida salita a gradoni in un bosco di castagni, superata la frazione di Avedè, si raggiunge Codera, caratteristico borgo alpino tuttora abitato dove, oltre a fare una sosta negli alberghi-ristorante «La Locanda» e «Osteria Alpina», è possibile visitare il museo etnografico.
Lasciato alle spalle il paese, il sentiero prosegue su un pendio più dolce, costeggiando un torrente in una radura cespugliosa punteggiata da ginestre e gigli rossi. Dopo un'altra ora e mezza, si giunge alle case di Bresciadega, dove si trova il rifugio omonimo, dopodiché, camminando tra pini e pascoli su un'ampia strada in disuso, si arriva a destinazione.
ESCURSIONI NEI DINTORNI - A portata di tutti le passeggiate al bivacco Valli, all'Alpe Arnasca, all'Alpe Averta (2 ore circa) e la passeggiata che permette di raggiungere in un'ora un enorme abete bianco di 400 anni situato alla sommità della valle. Servono un po' più di allenamento e 4 ore di cammino per salire al Passo dell'Oro (m. 2.574) e al Passo del Barbacan (m. 2.620), eccezionali punti panoramici e tappe obbligate per raggiungere rispettivamente i rifugi Omio e Gianetti.
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